3/03/2007

Romanzi scritti da donne

Ho letto in questi giorni tre romanzi, tutti e tre scritti da donne. Ho voglia di segnalarli.
Il primo è La stanza di sopra di Rosella Postorino (nata nel 1978), da poco pubblicato da Neri Pozza. Una narrazione in prima persona - quasi il diario di una quindicenne - che mi ha fatto venire in mente l'aggettivo "scabroso", che per me è piuttosto bello. Dicesi "scabroso", secondo i Dizionari, "di situazioni e di argomenti che per la loro particolare delicatezza (...) impongono un'estrema cautela nell'essere trattati", ma anche di qualcosa che è "difficile a superarsi o risolversi" e, ancora (come l'aggettivo "scabro"), di qualcosa che è "caratterizzato da un'accentuata ruvidezza al tatto". Sarà perché io amo il tatto, in tutti i sensi (ciò che è delicato richiede tatto), ma tutti questi attributi, che potrebbero comporre, se non una poetica, almeno uno stile, si attagliano al romanzo d'esordio di Rosella Postorino. Vi si parla di tardoadolescenza, di padre, madre, di amicizia, di malattia, di sesso, forse anche di amore, del disagio della comunicazione e della non comunicazione. Si parla di infelicità. Soprattutto, non è un romanzo scritto "con" le parole, ma di parole. Così come ci sono quelli che suonano "con" la chitarra, poi ci sono i musicisti veri, che suonano magari la chitarra. Questo, se lo si capisce, è uno dei massimi riconoscimenti che si può dare a un'opera letteraria (il contrario, per esempio, di quello che direi di un romanzo di Faletti). Le frasi sono spesso perfette nella loro accurata semplicità, solo ogni tanto c'è quasi troppo compiacimento e consapevolezza da parte dell'autrice.
Poi ho letto, in traduzione italiana (di Lucia Quaquarelli), un breve romanzo folgorante di Marie NDiaye, francese di padre senegalese, classe 1967. In Francia è una scrittrice già molto nota e apprezzata, spiazzante. Come questa storia apparentemente lievissima, tra Kafka, The Others e un fumetto di Tardi. Si intitola Fuori stagione (è appena uscito da Morellini Editore) e anche l'idea di letteratura a cui rimanda sembra felicemente fuori tempo, fuori spazio, fuori moda, "out of joint" come il personaggio della storia. In realtà è nuovissima, pura prosa, anche se molto forte, o forse proprio per questo. La storia finisce con l'automobile con dentro il protagonista che si blocca lungo la strada, anzi si perde nel nulla... Fin lì lo si è letto d'un fiato. Poi viene voglia di continuarlo: a scrivere.
L'ultimo libro che ho letto è anche l'ultimo uscito, sia in Francia che in Italia (Nei boschi eterni, Einaudi ) di Fred Vargas, una che non scrive "con" le parole anche se scrive gialli, e anche se le trame siano in lei fondamentali, quasi fiabesche. E' come gli altri un romanzo delizioso. E per non stare a ripetere cosa penso dell'autrice, linko qui di seguito un articolo-intervista che le ho fatto tempo fa, e che gli amici di carmillaonline avevano ripreso. Buona lettura

4 commenti:

cristina ha detto...

non conosco le altre due autrici, grazie a te, provvederò alla mancanza.
La Vargas piace anche a me e il suo ultimo libro in particolare.
Posto solo libri di donne, se hai voglia di fare un giro sono
su http://www.libridonne.splinder.com
ciao cristina

Anonimo ha detto...

approfitto della tua triplice segnalazione (che condivido per due terzi) per allargare l'orizzonte femminile. ripescando romanzi già usciti da qualche mese, spezzo non una ma sette lance per mariolina venezia. l'hanno criticata per il troppo romanticismo, ma non date ascolto a critici cinici: il suo romanzo mille anni che sto qui è una storia affascinante, ben scritta e coinvolgente. lo schema è la classica saga famigliare che percorre un secolo di storia, ma la storia è ambientata nel sud contadino: dai vecchi valori legati alla terra abbiamo molto da imparare.
leggete anche ornela vorpsi
ciao
stefania

paolo ferrucci ha detto...

grazie per le tue segnalazioni. Beppe, molto interessanti.
conosco Fred Vargas, di cui ho tutti i libri. lei davvero è sorprendente, ha una marcia in più e non la si può circoscrivere nel recinto limitante del "genere".

ciao

Beppe Sebaste ha detto...

grazie dei suggerimenti e commenti. cristina, ho visitato il tuo blog, è interessante, molto, ma su splinder non riesco mai a lasciare commenti, o so o imbranato io o questa regola dell'iscriversi mi respinge; però grazie.