2/03/2008

da "i colori di Roma" (ut pictura poesis)

Quello che si vede nell'opera posta sopra di Andrea Aquilanti (per guardarla meglio, cliccateci sopra)

lo scroscio dell’acqua della fontana, quasi al centro del quadro
i passi del bambino con la giacca a vento arancione che corre dietro un piccione, in basso, a sinistra del quadro
lo strisciare dei pneumatici delle automobili sull’asfalto umido, dietro le nostre spalle
la donna in cappotto marrone, che alza il cartello da guida turistica col braccio destro e l’aria rassegnata, e un gruppo di turisti che la segue rassegnato, a sinistra del quadro
l’africano con la borsa rossa di cellophane che cammina svelto, leggermente in basso, al centrodel quadro
i fanalini dell’autobus rosso che passa lentamente, leggermente a destra del quadro
la virata del piccione bianco e il suo atterraggio davanti ai nostri occhi, in primo piano davanti all’obelisco, leggermente in basso
i lineamenti pensosi delle statue, a destra del quadro
l’uomo dalla borsa nera, che attraversa sullo sfondo, da destra a sinistra
il ragazzo e la ragazza che si baciano appassionatamente sotto la terza colonna, in basso, a destra del quadro
l’uomo col cane giallo, leggermente appiattito sullo sfondo
i carabinieri che attraversano in coppia, scuri, da sinistra a destra
la donna anziana vestita di bianco che cerca qualcosa nella borsetta piegando la schiena, a sinistra del quadro
la donna che chiama il bambino con il monopattino, in primo piano, quasi al centro del quadro
le luci accese dietro le finestre spente, leggermente in alto, a sinistra del quadro
(inaugurazione della mostra "i colori di Roma" lunedì 4 febbraio ore 19, Auditorium di Roma, Sala Sinopoli)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Bella l'immagine, bella la poesia...

piumalarga ha detto...

caro beppe bella poesia anzi bellissima c'è tutto ma proprio tutto è piena di cose e per vederle ho dovuto indossare i tuoi commoventi occhi ali neri
un abbraccio sergio

Anonimo ha detto...

un gioco che mette nostalgia, la nostalgia dell'infanzia, nostalgia del potere della fantasia. un bambino di oggi forse esclamerebbe: ma nel quadro non c'è niente di quello che scrivi!
fa niente, i fantasmi esistono per chi li sa vedere
te ne è sfuggito uno: se guardi bene, nell'angolino in basso a destra spunta il piede di una distinta signora, scarpa camper, che sta per attraversare la piazza con una busta della farmacia in mano... ;-)