12/12/2010

Rodotà o Renzi? Sulla retorica giovani contro anziani


   Alla bella manifestazione di ieri, in difesa di valori agli antipodi del berlusconismo, come la scuola pubblica, c’erano molti giovani e moltissimi anziani e non si distinguevano tra loro. Perché lo dico? Perché è dai primordi del lamento contro la “gerontocrazia”, e la pretesa che i giovani debbano scalzare gli anziani, che vorrei scriverne. Il via me lo dà un cartello visto a San Giovanni: “Se i giovani sono come Renzi meglio i vecchi”. Renzi è il sindaco Pd di Firenze che vuole “rottamare” gli anziani, ora famoso anche perché ricevuto ed elogiato dal “catacombale” primo ministro non a Palazzo Chigi, ma nella reggia privata di Arcore.
   Una volta, di fronte alla retorica contro i vecchi, ho parlato a dei giovanissimi amici di Pietro Maso. Chi è? Cito per comodità da Wikipedia: “è il protagonista reo confesso di uno dei più clamorosi casi di omicidio a sfondo familiare della cronaca italiana. Aiutato da tre amici, il 17 aprile 1991 nella sua casa di Montecchia di Crosara uccise entrambi i suoi genitori servendosi di un tubo di ferro e di altri corpi contundenti tra cui spranghe e un bloccasterzo. La motivazione era intascare subito la sua parte di eredità. Condannato a 30 anni di reclusione, a ottobre 2008 ha ottenuto il regime di semilibertà”. Ricordo l’efferatezza di quel duplice omicidio in provincia di Verona, il primo dell’horror italico dei delitti nelle villette. Gianfranco Bettin vi dedicò un libro: L’erede. Una storia vera. Ma più di tutto colpirono i moventi: Pietro Maso non era in conflitto con i genitori, non opponeva ai loro una diversa visione del mondo, un diverso orizzonte di valori, anzi: voleva semplicemente prendere il loro posto, usare le loro carte di credito e l’automobile, e vivere da solo nella loro villetta. Certo, la mia era una provocazione, però il paradigma è chiaro. Ora, tanto per sapere: cambiereste un Rodotà con un Renzi?

7 commenti:

gustavivo ha detto...

Fosse Renzi, il Maso della politica italiana? Attenti, padri nobili della sinistra, un fantasma si aggira nelle riunioni di partito: il Rottamatore.

Beppe Sebaste ha detto...

beh, non esageriamo, anche per scherzo: la brevitas della rubrica, la sua estrema sintesi, vede la vicinanza di questi due nomi: il mio citare Maso era ovviamente un apologo estremo ma chiarissimo che sollecitava la domanda: prendere il posto degl anziani per fare che?
Concidenza vuole però che lo dissi proprio dopo un mio intervento al festival nazionale dell'Unità due annni fa proprio a Firenze (fui invitato con "Panchine") cenando con giovani e giovanissimi "politici" che straparlavano contro la presunta gerontocrazia (a sinistra, quasi mai a destra).

Anonimo ha detto...

Nè Renzi né Maso, entrambi esempi opposti di uno stesso modello di famiglia che non sa crescere figli capaci di "uccidere" (freudianamente) alcun padre. Anche nel desiderarne l'eredità, c'è il persistere del legame negato. Temo non vedano nemmeno (i Renzi)che quel padre non è Bersani (ancora figlio), ma quello che abita oltre Tevere e fornisce la matrice per la produzione in serie sempre degli stessi modelli. Alla fine, non usciamo mai dallo schema "democristiani" contro "comunisti", come ben ha saputo cogliere, nella sua rozza logica da venditore di pignatte, Berlusconi.Il nuovo non sono i rottamatori. Il nuovo per ora non è nemmeno all'orizzonte. Ciò che non decolla mai è un'idea di società civile e laica alla Rodotà, modello apprezzato da chiunque ma troppo adulto per un paese vittima della propria indole adolescenziale. Sappiamo fare grandi manifestazioni ma temiamo i cambiamenti rivoluzionari. Siamo un paese di rivoluzionari da salotto, replichiamo, inconsapevoli, lo spot tv anche quando andiamo in piazza. Rossana

Anonimo ha detto...

rossana: bravissima. vorei rcopiare su tutti i fogli i giornali le bacheche internet e i muri quello che hai scritto, talmente sono d'accordo.
bacio. beppe

Anonimo ha detto...

Seguo con interesse quell'area del PD che in modo spregiativo è stata definita dei "rotttamatori".
Forse Renzi, che pronunciò quella parola, dovrebbe talvolta usare toni che risultino meno provocatori.(E evitare gli incontri in luoghi non istituzionali).

Però io non voglio essere costretto a scegliere tra Renzi e Rodotà. Troppo semplice.
Inoltre i rottamatori hanno più volte ribadito che il punto NON è la questione anagrafica.
Lo spiega qui Pippo Civati: http://civati.splinder.com/post/23534071#23534071

Giovanni

Anonimo ha detto...

Matteo Renzi è il cavallo di Troia di Berlusconi. Quello che sta facendo a Firenze è terribile. Sta distruggendo la struttura sociale dell'ultimo quartiere del centro ancora non in mano ai turisti. Promuove un turismo "usa e getta", eventi che nulla hanno della vocazione culturale della nostra città.Le notti bianche somigliano più a saghe paesane che ad eventi in cui sia "assaggia" in ore inusuali lo splendore di una città.
Anche questa ultima iniziativa della cosiddetta pedonalizzazione, è una beffa fatta solo per farsi pubblicità. Le persone di cultura e di valore sono altre.
d.g.Firenze

Sartrex ha detto...

Vorrei non dover scegliere tra un vecchio e un giovane, anzi il quesito è già un errore...
Renzi è invece l'e(o)rrore della sinistra, se scegli di fare un compromesso con un ladro in odore di mafia non stai facendo nulla di buono per il paese, aggiungiamoci che vuole cambiare anche la Costituzione con un delinquente!
Non mi si venga a dire che non ci sono alternative, c'era da fare una semplice cosa: non parlare affatto con un delinquente e aspettare che si faccia avanti una figura nuova e pulita dell'altro campo, è chiedere troppo?!