2/07/2010

Leggere Ezra Pound (contro il fascismo)

Si chiama "Casa Pound" il centro sociale neofascista (sembra un ossìmoro) occupato a Roma dal 2003 in una via del quartiere Esquilino, il più multietnico della capitale. La notizia è che anche Parma, città di storico e conclamato antifascismo, ha ora una “Casa Pound”. Alla protesta di molti abitanti (che segnalano anche episodi di violenza) si aggiunge un appello che non si limita a condannare, ma analizza la capacità di attrazione di questa presenza neofascista verso giovani di diversa estrazione sociale, cui propone “un’identità politica semplice e comunitaria, contrapposta a chi ne minerebbe i valori” - immigrati, zingari, barboni, omosessuali, ebrei, musulmani, comunisti... Insomma, quel senso comune nazista che fa il successo della Lega Nord, o quello dei patrioti dell’America profonda che, licenziati dalle fabbriche, issano striscioni contro l’aborto e per la guerra in Iraq.
Ora, a parte l’ovvia condanna alla violenza e al fascismo, da tempo penso al nome che questi giovani hanno scelto di indossare: casa Pound. Lo hanno mai letto? Dico: il poeta Ezra Pound. A 18 anni divorai i suoi Canti Pisani (poema intrecciato come una ragnatela di lingue e di culture), poi la traduzione che egli fece con Ernst Fenollosa delle poesie cinesi: sublimi. Perché non fare (a Parma, a Roma) una lettura pubblica dei suoi bellissimi Cantos, un reading collettivo di versi di Pound, così intimamente, palesemente agli antipodi delle idee e dell’identità fasciste, che ispirarono la poesia di Allen Ginsberg e la beat generation. Un fascista (come un leghista), non sa nulla di poesia (così come Pound capiva poco di politica): poesia è apertura, differenza, alterità, liberazione; è migrazione e mescolanza di generi, lingue, corpi, identità. Come il mercato di cibo e spezie di Piazza Vittorio, per esempio, cuore dell’Esquilino (“da tanta bellezza qualcosa ha da nascere” - “Le nuvole di Pisa”, The Pisan Cantos, Ezra Pound).

(rubrica "acchiappafantasmi", su l'Unità del 7 febbraio 2010)

18 commenti:

simo ha detto...

la meraviglia dei Canti pisani... Occorre il silenzio per tanta poesia....Sì, sarebbe un'ottima opportunità culturale quella che proponi. Culturale e politica. La vedrei, la lettura, in un grande parco, a piccoli gruppi, capannelli di ascolto nel silenzio della sera... gruppi che si spostano da un punto all'altro con diversi autori eccellenti che danno lettura dei versi... una cosa mistica direi, nel mio pensiero...
Il fatto: sentiamo noi l'urgenza, la necessità, non tanto di dimostrare e far capire quanto quella di liberarci dalla vergogna dell'abuso dei morti: e' tutto un impiastro l'asservimento della storia, gran puttana.

giacomo conserva ha detto...

sto andando a lavorare,,,poco tempo. solo per dire che, secondo me, che l'ho letto molto molto, pound era un grande poeta ed era fascista. giacomo c

simo ha detto...

fascista come lo sono stati molti artisti, pittori, registi, fotografi pure straordinari. Alcuni di questi servi del potere. O intellettuali e artisti di partito... Anche di quello comunista.
Ma se è arte - e il miracolo avviene solo in questo caso- l'opera vibra di leggerezza e libertà, di luce propria, di una sua bellezza e ricchezza universale e si regala ad ogni libero pensatore.
(Voglio dire che nell'opera esiste una ferita intima, un'apertura, un accesso che si svincola da qualsivoglia ideologia o gabbia,
libererando gli occhi e la testa di chi guarda.
Ma per come hai scritto, credo ci si capisca, Giacomo - e ti saluto caramente :-) )

Beppe Sebaste ha detto...

il nocciolo è: la pratica di quella poesia è agli antipodi della semplificazione fascista. e la poesia, lo sai, non è quello che sembra dire, non è il "signficato" enunciato, depurato, spolpato come un bocconcino, ma l'enunciazione.

giacomo conserva ha detto...

caro beppe, mi sembra che i problemi sono due: cosa è poesia? cosa è il fascismo? 'E chiaro che sono temi che, per svariati aspetti, non ci lasciano neutrali. Non c'è bisogno dello spettro (o degli spettri) di Derrida, credo, per capire che le risposte non sono scontate.-
Avevo 15 anni, credo, quando comprai I canti pisani. L'anno dopo, negli USA, i Cantos e Le poesie brevi e le Odi confuciane.To build the city6 of Dioce, whose walls are the color of the stars- il seafarer, il canto sull'USURA, Dioniso e le linci, Tudor indeed is gone and every rose/blood-red blanch-white which from the sunset (?) grows/ cries blood blood blood against the gothic stone/ of England, as Tudor and Boleyn knows...Come scordarli-
Ma sei davvero convinto che i Cantos su Federico da Montefeltro siano così estranei all'ideologia e alla prassi del fascismo? Dobbiamo proprio pensare che questa fosse pura mistificazione, o dust and ashes-cenere e polvere? Anche T.S. Eliot era molto attirato da una società autoritaria (non Auden; certo: mi viene in mente una sua bellissima poesia sull'invasione della Cecoslovacchia nel '68). Perchè qui poi c'è un altro punto: qual è l'opposto del fascismo? Anche il Comintern lottava contro il fascismo, mentre c'erano i processi di Mosca e si preparava il patto strategico Hitler-Stalin (v. non Nolte, ma p.e. Spriano).- Dimitrov era un eroe o un massacratore? O entrambe?
Non lo so.
Secondo me dare a qualcuno del fascista rischia di essere troppo breve, elusivo. Mi è più facile personalmente usare categorie come razzista, autoritario, omofobico e ginofobico etc etc. Togliere dignità politica e umana ai nostri nemici rischia di mettere troppo facilmente noi (noi?) dalla parte del giusto, fra l'altro.- Sartre che si vantò di avere sverginato due ragazze un giorno dopo l'altro nella stessa stanza d'albergo (e in termini molto squallidi, pare) dove lo mettiamo? Pure Sartre è uno dei miei eroi. E allora?
giacomo

giacomo conserva ha detto...

dare a uno del fascista, o del non-fascista n.b.

Beppe Sebaste ha detto...

capisco, caro giacomo, e credo di condividere. anche per questo sostengo che l'enunciazione della poesia, la "complessità" della poesia, sia irriducibile ad ogni semplificazione, come quelle identitarie (del fascismo). forse il contrario di fascismo è proprio questo: complessità, "mille piani", indecidibile, il multiplo, e sicuramente l'esitazione, la pensosità. non pretendo di definire la poesia (quella vera, naturalmente), ma di avvicinarmici sì; e man mano che ci si avvicina, ci si allontana dal fascismo, e si incontrano delle difficoltà, degli "effetti" di perplessità e imprendibilità. poesia è rumore nel canale della comunicazione (dell'ordine del discorso, della sua efficacia, della sua perentorietà, della riduzione del linguaggio a slogan, è come sabbia negli ingranaggi). pound era, è, un poeta. vorrei vedere un fascistell leggerlo ad alta voce. tutto il resto - la sua ideologia predicata - mi appare in confronto una specie di imposta semplificata sul valore aggiunto...

Beppe Sebaste ha detto...

P.S. a monte del mio discorso c'è una presupposizione: che il fascismo, l'ideologia e la pratica totalitarie, sia innanzitutto un regime linguistico, che vìola sempre prima di tutto il linguaggio, le parole (e quindi la mente), poi i corpi - le persone...

giacomo conserva ha detto...

'Agosto 1968'- W.H.Auden (a proposito di cosa è il fascismo, e cosa no)

The Ogre does what ogres can,
Deeds quite impossible for Man,
But one prize is beyond his reach,
The Ogre cannot master Speech:
About a subjugated plain,
Among its desperate and slain,
The Ogre stalks with hands on hips,
While drivel gushes from his lips.

L'Orco fa quel che sanno fare gli orchi-
imprese del tutto impossibili per l'uomo;
ma c'è un risultato fuori dalla sua portata:
non sa parlare.
Per una pianura soggiogata
fra i disperati e gli uccisi
l'Orco si aggira mani sui fianchi,
mentre saliva gli cola dalla bocca.


(Dovrebbe essere ovvio, ma forse non lo è: nell'agosto 1968 la Cecoslovacchia venne invasa dai paesi del Patto di Varsavia)

Anonimo ha detto...

bellissima, Giacomo, grazie.
"The Ogre cannot master Speech".
Se l'orco è il fascismo, è fascista, non è un poeta. Un poeta non è fascista, nemmeno volendo (le intenzioni...)-
ciao, beppe

simo ha detto...

Un sorriso a voi. Buongiorno.
Mi piace questa bella vostra conclusione che rafforza la mia convinzione: essere poeta/artista è prima di tutto una condizione.
Ciao, Simo

Anonimo ha detto...

La condensazione affettiva e l’uccello solare del vento
di V.S.Gaudio

Lo schema verbale, nella poesia di Pound, ha la duplicità semantica dei due esagrammi che la connotano: il penetrare mistico di Chung Fu e il separare eroico di Li.
La contrazione intensiva che attiene al simbolo dell’uovo o dell’isola, è per una misura stilistica in cui le variazioni sono bloccate e in cui la relatività dell’esserci sembra più univoca, o più precisa, o più fallica: dal lato della CONDENSAZIONE c’è l’isolamento dell’impressione.
La dilatazione effusiva oppure l’esagerazione sintagmatica, che attiene al sole e all’occhio (del padre), è per una misura stilistica in cui il principio di esuberanza delle figure di costruzione e di elocuzione muove incessantemente la prospettiva: dal lato dello SPOSTAMENTO c’è l’esplosione metaforica della percezione.
Lo Step-style poundiano è fatto di questo commutarsi esagerato e solare, visivo, che sembra che debba sempre spostarsi ma che, in realtà, è effetto della condensazione affettiva che è così bene espressa dal “cuore fallico [che] è dal cielo” .
Il geometrismo del raddoppiamento ha una sorta di idealizzazione adesiva dell’uovo o, se vogliamo, della barca: non si tratta più della mistica messa in miniatura, che è la 4a struttura Antifrastica, ma di una eroica, geometrica, gigantesca solarizzazione della barca, che è Chung Fu, sia come Sunn, il vento, sia come Tui, il lago.
“La gioia di navigare è sempre minacciata dalla paura di affondare”, scrive Durand , la drammaticità del simbolo notturno in movimento fa intendere che l’archetipo rassicurante del guscio protettore è come il cavallo apparigliato del Sei al quinto posto di Chung Fu: è andato perduto.
Ma se il viaggio commuta la barca lunare in carro solare, perché bisogna abbandonare il segreto, la chiusura, del vascello chiuso, il viaggio, facendo incrociare le orme per tutti i versi , non è più fatto nell’ordine dell’archetipo dell’Intimo, del Chiuso, del Nascosto ma, come il Sei al secondo posto di Li è lo splendore giallo del mezzo dì raggiunto.
Durand scrive che il Sole, l’Est e lo Zenit, i colori dell’amore, l’uccello e l’eroe guerriero levato contro le potenze notturne sono uniti in un penetrante isomorfismo.
L’eroe guerriero che si leva contro le potenze notturne che gli impregnano l’anima ha il complesso spettacolare di Baudouin: vuole vedere quello che sa, ma non con l’occhio del padre (del re o di Dio) ma con la luce del sole che tramonta, il Nove al terzo posto di Li: il poeta o batte sulla pentola e canta o sospira per il tempo che, come il cavallo apparigliato, è andato perduto.
L’uccello solare , che non è la rondine che è il Nove all’inizio di Chung Fu, è questo isomorfismo della luce e della parola dello Step-style di Pound, con cui il poeta si inventa l’ipostasi simbolica della onnipotenza, perché non è possibile trattenere a lungo la luce del sole che tramonta.
L’uccello solare non è nemmeno la gru, l’uccello marino dell’autunno, perché l’esplosione dello splendore giallo è l’antitesi della quiete che poggia in se stessa: è come il “fuoco di elevazione, di sublimazione di tutto ciò che si trova esposto ai suoi ardori” .
L’uccello solare, tra paratassi e clivage dell’Altro, ingigantisce la propria libido non per rendere iperbolica la sua angoscia esistenziale, è come il Khan terrestre, figlio del cielo, perciò il cuore fallico è dal cielo, è come un gallo che squilla fino al cielo ma il suo grido di richiamo non è ascensionale e nell’ordine del segno Li, ma è orizzontale e penetra dappertutto come il vento nell’ordine del segno di Chung Fu.

(da:V.S.Gaudio, E.P.La Materia Poetica, copyright 2005)

Anonimo ha detto...

"Un fascista (come un leghista), non sa nulla di poesia"

è la cosa più razzista che abbia letto in giro da molti anni a questa parte...

uniroma.tv ha detto...

Al seguente link potrete vedere il servizio sulla presentazione del libro "Le origini della gurra civile", su una nuova lettura dei primi anni del fascismo.

http://www.uniroma.tv/?id_video=16421

Ufficio Stampa di Uniroma.TV
info@uniroma.tv
http://www.uniroma.tv

gra zappa ha detto...

Ciao,
cerco un poema nel principio dei "Canti Pisani", che comincia così: "Fuori dal Flegetonte". Puoi aiutarmi, giacché non ho trovato il libro qui in Brasile? Grazie.

gragragra@pop.com.br

___adventGORE ha detto...

Erano i tempi in cui si doveva essere per forza di una fazione. Pound scelse quella che inizialmente parve una terza via tra gli accesi e violenti comunisti e nazionalisti. Il fascismo non era ancora (e non lo sarà mai) definito, semplicemente si proponeva come una via di mezzo perché prendeva qua e là senza essere nemmeno tanto coerente. Povero Pound, magnifica la sua poesia, amo quello che ha scritto e in un certo senso se non fosse stato fascista i Canti non avrebbero tutto questo fascino, dato che ha iniziato a scriverli mentre era tenuto in custodia a Pisa dagli americani.

teresa ha detto...

in quanto a razzismo mi sa che tu batti tutti, eh?

giovanni bressanutti ha detto...

Beppe, Beppe, parolaio non remunerato, lascia perdere il Fa-scismo.