7/09/2008

Piazza Navona

Ieri ero a Piazza Navona. C'era una bella brezza e il cielo azzurrissimo. Ho anche mangiato un gelato. Salutato un mucchio di amici. E, a parte Beppe Grillo che non c'entrava una mazza, in diretta telefonica, ho sentito discorsi civilissimi, e altri irresistibilmente comici (non c'era bisogno che Sabina Guzzanti (vedi intervista con lei di qualche anno fa) si mettesse un naso finto, magari rosso, per capire che la sua era satira, con tanto di variazioni di voci e di tono). Oggi, dopo la lettura dei giornali, sono rimasto di stucco. Sconvolto che ci si indigni, ancora una volta, contro la società civile invece che con l'inciviltà del governo. Ho scritto frettolosamente questo pezzo che dovrebbe uscire, domani o dopo, su l'Unità:

La società civile dei cosiddetti girotondi, quella stessa che svegliò dal torpore il centrosinistra di sei anni fa (incerto come oggi se essere in concorrenza o in opposizione), e portò alle primarie per Prodi, ha gremito martedì scorso Piazza Navona per rivendicare essenzialmente due cose: legalità, e difesa della democrazia e della Costituzione. Le parole di Moni Ovadia, Paolo Flores d’Arcais, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Furio Colombo, tra gli altri, erano inequivocabili. Come quelle di Marco Travaglio, quando spiega per l’ennesima volta che ciò che viene tacciato di “giustizialismo” altro non è che “legalità”. Poi c’è stato – unico elemento “berlusconiano”, ovvero dettato da ragioni esclusivamente spettacolari – l’intervento qualunquista di Beppe Grillo. A riprova che il morbo spettacolar-pubblicitario spazia ovunque.
Poi, ancora, c’è stato il monologo satirico di Sabina Guzzanti, demonizzato dai giornali di ieri in un coro unanime. La critica della volgarità e della barbarie di chi ci governa si ritorce su chi la denuncia. La satira, pare, si è sporcata le mani. Ma quanto sporche sono le nostre, che nello spettacolo del governo abbiamo la turpitudine tutti i giorni sotto gli occhi senza scandalizzarci, e ci scandalizziamo quando qualcuno lo dice con chiarezza?
Sabina Guzzanti ha sempre usato il suo talento per denunciare il regime in cui viviamo: regime linguistico, quasi una satira autoreferenziale permanente; ma anche regime politico, perché dire è fare, e dalle manipolazioni sulle parole prendono avvio quelle sulle persone e le istituzioni. E’ però inquietante che in Italia la satira abbia preso il posto della politica, che pare latitante. Di fronte a un populismo demagogico guidato da un pubblicitario di mestiere, il cui governo sta realizzando una a una tutte le più fascistizzanti chiacchiere da bar (fino alla riproposta delle leggi razziali), l’opposizione sembra condividere il linguaggio e l’agenda della destra, rinunciando a dire e vedere che “il re è nudo”. Se i monologhi di Sabina Guizzanti sembrano allora poco satirici è perché, in una realtà già in sé deformata dalla volgarità, diventano descrizioni di cose e fatti. Oggi il re non è solo nudo, ma la sua nudità è di uno squallore che corrode le regole stesse della convivenza civile. Quale altro Paese ha un premier che non solo fa le corna e racconta barzellette a sproposito agli altri capi di Stato, ma mima un mitra contro una giornalista russa, parla al telefono di compravendita di persone, di donne, con un funzionario della tv pubblica, ecc. ecc.? Ma si discute di come vietare le intercettazioni e la loro divulgazione, non della moralità e della legalità del Premier. Satira, in questi anni, è stato paradossalmente rappresentare la realtà spogliata dalle barocche deformazioni della menzogna. Ricordo anni fa che a un certo punto del suo spettacolo Sabina Guzzanti citava Pier Paolo Pasolini. E si capisce che nel suo retroterra stilistico-morale c’è anche quel celebre gesto di “giustizia poetica” che Pasolini affidò a un testo degli anni Settanta: “Io so. Io so chi sono i mandanti delle stragi. Lo so anche se non ho le prove. Lo so perché sono un intellettuale...” La denuncia senza prove giuridiche viene sostenuta da una responsabilità intellettuale e morale. E’ questa eresia che oggi, purtroppo, prende il posto della politica, preoccupata sopratutto di smorzare e negare i conflitti. Cari politici di centrosinistra, non sparate sui comici: restituiteli al loro mestiere, e fate politica, che è anche e sopratutto moralità, cultura, senso proprio delle parole, come quando la sinistra era vincente anche senza essere di governo.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

è importante e interessante questa visione diversa, da quella mediatica. Penso alle frasi che oggi erano riportate sui giornali e ritengo che ci siano delle cose che mi disturbano, perchè sono di destra. E' di destra attaccare le donne sul lato sessuale, è di destra dire la parola frocioni, è di destra associarlo al papa, è la mancanza del rispetto che ormai è costume nazionale, ovvio che è satira ma è anche strano quando si usano le stesse armi del nemico senza lasciare un modo creativo. Certo si può dire che hanno cominciato loro, questa è la parodia ma bisogna sempre inventare qualcosa che cambi l'orizzonte. Perchè il problema è che nel marasmasinistra, c'è gente di destra. Questo ci allontana dalla bellezza della molteplicità di sinistra. Penso anche ad un modo di essere arrabbiati, forse era poco cattiva questa satira rispetto alle cose che stiamo vedendo. Troppo realista, dove sono finite la cultura delle avanguardie e dell'assurdo? Grazie Laura Palmieri

Anonimo ha detto...

mi sa che hai ragione anche tu...
ciao, baci, beppe

Anonimo ha detto...

caro beppe
mi piace quello che ha detto laura palmieri, sono d'accordo con lei
e mi piace anche l'immagine di te che mangiavi il gelato
è la cosa più poetica che è successa a piazza navona
mi pare perfetta
mentre tutti si danno, e si dannano, da fare, tu te ne stai in panchina (scalino magari ma fa lo stesso) a leccare un gelato.
Sta attento ai trigliceridi!
ciao piumalarga

oximor ha detto...

Che la gran schiera ( bipartisan ) dei disincantati cattivisti scopra il "bon ton" è cosa buonissima et giusta anche se fuori luogo e fuori tempo massimo. Stamani sentendo Prima Pagina a Radio3 un (bravo) giornalista di Libero leggere l'editoriale di Feltri ho ritrovato l'ennesima conferma della intrinseca "intelligenza" delle parole. Feltri parla di un rinato PCI (partito comico italiano), a suo dire ( di Feltri) tutto impostato sulla volgarità e sull'antipolitica ecc ecc. Appena sostituendo qualche nome qui e là mi ha fatto pensare ad un riciclo di un qualche articolo vecchio di 15 anni. Dedicato allora a Forzaitalia e a burlesquoni. Bene (?) così.
Ah! In luogo di quel "il re è nudo" credo converrebbe convertire in " il kapo ha calati i calzoni". E (salvando pure il sesso come pratica gioiosa - cioiosa , direbbe B16 - per sfuggire l'angoscia della vita...) non è un bello spettacolo .

Anonimo ha detto...

no, oximor, non è un bello spettacolo, hai ragione. e miaccorgo che nel mio pezzo (che sull'unità l'ho anche allungato, uscito venerdì scorso) mi sono perfino un po' autocensurato. l che è il segno peggiore. se n o non dice quello che pensa perché ne misura gli aspetti politico-stretegici, che cosa ci differenzia da una dittatura?
grazie sergio "piumalarga", quando torno andiamo a mangiare un gelato da qualche parte, se siamo ancora tutti a piede libero...
beppe

Anonimo ha detto...

cara laura, le frasi sul papa comunque erano quasi parafrasi di dante su bonifacio VIII - naturalmente all'Inferno...

Anonimo ha detto...

trovavo più tagliente dario fo, quando faceva scendere il papa (quello prima di questo). Dalla scaletta di un aereo frenando con i denti in un paese africano, (baciando per terra)c'era a sfondo la denuncia sui costi di un viaggio del papa (milioni). Piuttosto che queste battutine da Gerry Calà sul sesso, sui gay, sulle donne, non mi fanno ridere, ancora due mesi e ci saranno barzellette sugli zingari e sugli ebrei? Laura Palmieri

Anonimo ha detto...

cara laura, mi sa che sei fuori strada. barzellette su ebrei e zingari c'erano prima e ci sono adesso, e amnche su malati di aids berlusocni ne raccontava spesso). a piazza navona c'era un rappresentante dei rom, sul palco, a parare delle leggi razzial del governo. cosa c'entra questo con sabina guzzanti, rea soltanto di avere preso in giro, e goustamente, ratzinger e le sue fobie sessuali? baci dal salento, beppe

Anonimo ha detto...

14 luglio - festa della Repubblica.
(Al modo di Montale)

I carroarmati hanno appena sfilato lungo la Rue de Belleville ;
dal tettino un soldato (nero di faccia) ha fatto Ciao a un ragazzotto (nero di faccia).
I gelati qui li vendono due catene:
Il Pozzetto e Amorino :

- le frecce oggi pesano quanto la scia d'aria dei mezzi pesanti

Marco

Anonimo ha detto...

Beppe, ottimo articolo, un abbraccio Francesca