8/20/2008

Calendario


Breakfast, 1989, olio su carta intelata, 150x100, di Cathy Josefowitz (copyright Cathy Josefowitz)

Calendario

(L'anno comincia in settembre, quando finisce ricomincia da capo)

... Alla fine di settembre sono inquieto e mi metto a scrivere poesie, perché mi accorgo che sono rimasto solo. Vorrei avere un vitalizio e leggermi tutto Proust, in campagna.

In ottobre, da solo, guardo le vetrine della città e scrivo un diario. Passo il tempo sul letto a dormire con gli occhi aperti. Leggo libri gialli. Poi romanzi classici, soprattutto Stendhal.

In novembre sono ubriaco fradicio. E' per via di quello che ho bevuto in ottobre. Eppure ho un contegno. Non faccio niente e vado a letto tardi. Scrivo lettere malinconiche, soprattutto la domenica.

In dicembre, poiché non cerco, trovo una donna per l'inverno. Lei è molto appassionata, dice che si sente rinascere. Faccio anche molti chilometri. Lei mi scrive delle lettere nel periodo di Natale. A volte mi telefona di sorpresa, quando non ci penso.

All'inizio di gennaio mi innamoro di lei. Lei mi viene a prendere alla stazione. Finito l'amore guardiamo gli aerei alla finestra. Mi sento autosufficiente. Lavoro, e mi sembra di essere una persona importante. In un pomeriggio di luce sento la primavera e vado al cinema. Mi sento in vantaggio e perdo terreno.

In febbraio leggo e studio molto. La mia donna, di cui sono pazzamente innamorato, mi guarda come uno della famiglia.

In marzo faccio di solito progetti per il futuro. E' il mio argomento di conversazione preferito.

Ciò che in aprile diventa motivo di ansia, in ispecie nelle lunghe passeggiate. Lei mi racconta degli strani sogni. Di solito mangio molti dolci.

In maggio sono pieno di fantasmi. Di solito vorrei scrivere dei romanzi, litigo con la mia donna e penso che il mio problema sia il mondo degli uomini. Litigo anche da solo e mi viene paura. Sono molto innamorato. Minaccio di lasciarla. Vorrei vivere per sempre con lei.

In giugno compio gli anni e sono molto nervoso. E' un periodo di grande confusione pratica. Ci lasciamo due o tre volte per finta. Problemi economici acuti. Faccio una cura omeopatica che dura tutto il mese. Poi vado ad abitare da un amico.

In luglio vorrei fuggire con la mia donna in un altro Paese. Non ci credo tanto, vado a tutte le feste e mi ubriaco. Una strana rassegnazione, leggermente euforica. Mi piace fare l'amore e sudare, per poi uscire a prendere la cioccolata fredda nei bar. Non ho niente da fare, tranne scrivere romanzi. Le domeniche assolate mi commuovono molto, e mi sento in vena di raccontare la mia vita.

In agosto sento che presto sarò solo. Non ci bado, leggo fumetti. Tutti hanno programmi migliori dei miei, mi fanno venire nostalgia. Cerco una casa in un posto lontano per passarci l'anno a venire con la donna che amo. Mi stanco molto e sudo. Ho paura che quasi tutto sia sbagliato.

Arriva settembre, in generale aspetto, nella nuova casa. Agli amici, parlando della mia donna, dico che sarà qui da un giorno all'altro...

[Il testo, scritto nel 1984, è tratto da: Beppe Sebaste, Café Suisse e altri luoghi di sosta, Feltrinelli 1992 (ma è da anni esaurito, potete trovarne notizia scorrendo qui). In copertina c'era un particolare del quadro di Cathy Josefowitz riportato sopra. Indicazioni di lettura: finito il testo, occorrerebbe rileggerlo dall'inizio, almeno fino all'inizio di novembre, e lasciarlo sfumare...]

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Gentile Beppe, sono un fortunato possessore di quel libro e di tanto in tanto torno a rileggerne qualche pagina, contento di ritrovare quel senso stralunato, denso, leggero, commosso di partecipare al (o contemplare il) variopinto spettacolo del mondo. Proprio come si fa da una panchina (e 'Panchine' è il libro più politico - se questa parola ha ancora un senso - che mi sia capitato di leggere da un bel po' di tempo a questa parte..).
Insomma, grazie.
Attendo con avidità altri pensieri, altri racconti, altre pagine.
Un caro saluto,
Nadir

Anonimo ha detto...

Grazie Nadir (è il tuo nome? o solo un nick?), commosso a mia volta dalle tue parole... beppe

Anonimo ha detto...

E' proprio il mio nome, mio padre ha un debole per il Medio Oriente...
Spero di riuscire a venirti a sentire a Mantova, per il tuo incontro con Echenoz, ma se non dovessi riuscirci approfitto di questo post per dirti che mi piacerebbe anche che tu fossi nostro ospite a Padova, un giorno o l'altro, nel piccolo locale/teatro/circolo ARCI che gestisco con alcuni amici - in piazza Mazzini, en passant: quella di cui parli in 'Panchine - e nel quale dal prossimo autunno vorremmo dedicare periodicamente una serata a cose intorno al leggere e allo scrivere (sono vago, lo so, ma presto mi vedrò con alcune persone dello staff di 'Vibrisse', il blog letterario di Giulio Mozzi che sicuramente conosci, per articolare un pensiero più preciso).
Già semplicemente una chiacchierata su 'Panchine' - e sulle panchine padovane - mi sembrerebbe un'ottima occasione per invitare la città a ridisporsi all'ascolto, per esempio, delle ragioni dell'ozio contro quelle del neg-ozio (come dici tu), in questo spicchio di paese che si è ammazzato di lavoro e che non riesce più a riconoscere sè stesso, figuriamoci l'Altro.
Vabbè, mi sto dilungando.
A presto, spero.
Ciao,
Nadir

Víctor ha detto...

Grazie per questo bellissimo testo!!! e un cordiale saluto dalla Spagna, da un tuo nuovissimo lettore, da quando, il giugno scorso, ho trovato e comprato le "Panchine" a Roma, in una libreria del Trastevere. Poi, tornato a Madrid, ho commentato la mia scoperta a una mia amica, che mi ha detto di essere una vecchia amica tua, Silvia Meucci (direttrice letteraria dellcasa editrice spagnola Siruela).Un abrazo y !gracias de nuevo!

Anonimo ha detto...

Nadir: intanto grazie dell'idea dell'invito...
Victor: grazie, mi fa piacere essere in Spagna con le panchine. sto cercando di fare mente locale sull'amica silvia... se mi date un aiutino scrivendomi un e-mail...
a presto, beppe

rossana ha detto...

Un calendario che sembra un blues...O un vecchio tango argentino..

Anonimo ha detto...

cara rossana, ci sei andata vicino. anni fa scoperto che il suo ritmo è il bossanova (è spesso il mio ritmo), grazie a un amico musicista insieme al quale l'ho letto varie volte in pubblico... beppe

Anonimo ha detto...

Per capire bene cosa sia "bossanova", ho trovato questo video. Sì...mi piace..Così ti incollo il link..
(rossana)

http://it.youtube.com/watch?v=QEebEm6fEAE&feature=related

Beppe Sebaste ha detto...

grazie

marisgutta ha detto...

Ma che, si fa cosi?
E adesso?
Non ci resta che telefonare a Fahrenait e cercarlo...

PuroLino.it ha detto...

Ho appena finito "Panchine",

sono di Parma,

e questo Calendario l'ho trovato coinvolgente e molto musicale.

A presto

Anonimo ha detto...

grazie purolino e marisgutta. già, segnalatelo a fahre... purolino: l'8 ottobre sono al "fuori orario" . vicino a parma. se vuoi fatti vivo. un saluto da beppe

flavia ha detto...

Bellissimo questo passare del tempo come lo sai descrivere!
Ce l'avevo questo libro : l'ho venduto, sic.
Avevo poco piu' di 30 anni e non mi sono data il tempo di leggerlo. Troppe ansie, troppi problemi da risolvere e risolti fortunatamente. Ho rivenduto pochissimi libri in vita mia e con grande senso di colpa : per quello sono condannata a cercarti e a leggerti:)