6/11/2011

I poveri sono fantasmi

   Alcune notti fa, alla fermata dell’autobus, ho incontrato un pittore che conosco di vista. Alla luce del lampione mi ha mostrato, non so perché, un foglio: era l’avviso che gli avevano tagliato l’elettricità nello studio in cui vive. Per morosità, cioè per povertà. La serranda è elettrica, dunque non poteva più entrare, e nemmeno prendere il caricabatterie del telefonino che aveva urgenza di usare. Andava infatti in autobus da un’amica assai lontano che gli avrebbe prestato il suo. Casa mia era a due passi: gli ho proposto di darglielo io; se non avessi fatto in tempo o non fosse andato bene, avrebbe preso l’autobus (la notte sono pochi). Ho corso pensando alle mie fatture arretrate, non della luce ma del gas.
   Su queste pagine, in una serie sulle “eresie”, uscì un mio pezzo dal titolo “Chiedo scusa se parlo di povertà” (31.7.2003). L’eresia sarebbe – nel mondo del mangiare senza fame e del bere senza sete, dell’happy hour e della sbronza globalizzata al venerdì – parlare di vergogna e nudità sociale, della povertà di chi non vende un rene, non fa notizia, ma sopravvive nell’ombra con sforzi di dignità. Citavo Ladri di biciclette, La vita agra di Bianciardi, il silenzio dei mangiatori di arance di Conversazione in Sicilia di Vittorini, una lettera di Dylan Thomas all’editore in cui si scusava di non poterla affrancare (“non ho più un penny”), mentre la moglie “è giù alla spiaggia a cercare telline” per la cena. Parlavo dei poveri nascosti, la povertà non mondana, che nessun oliviero toscani mai fotograferà. Dopo, sì, i giornali hanno scritto della nuova povertà degli Italiani, fino agli anziani che rubano il cibo al supermercato, nonostante il glamour di regime a coprire il silenzio sulle condizioni reali della gente. Ma non ho fatto in tempo a chiedere al pittore, che mi aspettava in strada come un fantasma, su quale presa elettrica pensasse di collegare il caricabatterie del telefonino.

(rubrica domenicale "acchiappafantasmi", l'Unità 12 giugno 2011)

1 commento:

ha detto...

Sì, sono fantasmi.
E a quanto pare alla gente va bene così. Non sia mai che invece che usare quel centesimo per una macchina più grossa lo dessero a qualcuno per comprarsi da mangiare.
D'altronde, nessuno ormai riesce ad essere felice per la felicità altrui. Ecco perchè le buone nuove non fanno mai notizia.