Nel frattempo, qui da noi, in Tv un leader di destra e uno di sinistra hanno fatto l’elenco pericolosamente simile dei loro valori. Ma il vice di quello di sinistra, a Milano, si è dimesso perché alle primarie il popolo di sinistra ha preferito il candidato di sinistra. Il dimissionario del Pd è colui che anni fa invitò a sbarazzarsi della vocazione pedagogica del Pci per andare incontro alle aspettative della gente (stile Lega). Disastrosa stima degli orizzonti della “gente”, i cui valori sono sradicati, diserbati, da decenni di diseducazione televisiva, pubblicità che ha fagocitato la politica, vendita all’asta delle idee (le idee sottoposte ai sondaggi: se hanno successo si dichiarano, se no, no). La verità semplice che un partito di sinistra vince se è di sinistra (come uno di destra se è di destra), invece di dar gioia imbarazza. E mi dispera che non sia colta la vera differenza: che tutto è politica, il linguaggio, le battaglie culturali, l’educazione, il difendere le proprie scelte, il fare opposizione alla destra, non concorrenza: un diverso “social network”, ecco.
(rubrica acchiappafantasmi, su l'Unità di domenica 21 novembre 2010)